Ho ritrovato solo queste due foto. Ma d’altronde tutta l’impresa fu un vero disastro. Nonostante l’impegno certosino di tutti e tre per portarla a termine. Non ricordo neppure il periodo esatto. Estate 1995? L’idea era questa. Costruire un lunghissimo striscione che si vedesse da molto lontano, salire al rifugio Roda di Vael sulle Dolomiti e da lì scalare la via della Torre Finestra, che erano due tiri facili, facili e arrivati in cima, srotolare il nostro lunghissimo striscione. Avevamo allertato amici e giornalisti per documentare tutto da lontano. Già idearlo era stato complicato: il materiale doveva essere al tempo stesso leggero e resistente e soprattutto assemblabile in cima. Doveva entrare comodamente negli zaini dove già ci stavano corde, rinvii, dadi e friends. Dopo settimane di incontri serali, eravamo pronti per il fine settimana. Forse una domenica. Ci dividemmo il materiale e partimmo di mattina presto anche se non prestissimo visto che comunque avremmo dovuto aspettare l’apertura della seggiovia del Paolina. L’attacco della via, dopo il Roda di Vael, era molto semplice. Quasi una via normale. Ma non eravamo attrezzati alle imprese alla Greenpeace. Già salire con tutto quel materiale, non fu facile. Tanto meno assemblare il tutto attaccati in tre alla stessa sosta. E poi non avevamo calcolato la forza del vento. Appena cercammo di lanciare lo striscione, una forte raffica lo strappò. Manco il tempo di srotolarlo tutto. “L’Europa muore o rinasce a Sarajevo. “ era la frase di Alex Langer che avevamo scritto a caratteri cubitali. Doveva rieccheggiare lontano per quella guerra così vicina. “l’Unione europea in quanto tale è rimasta muta, impotente, assente. Bisogna che l’Europa testimoni e agisca! Bisogna che grazie all’Europa l’integrità del territorio bosniaco e la sicurezza delle sue frontiere siano finalmente garantite. Ma ciò non è più sufficiente. Per recuperare un credito assai largamente consumato, l’Unione europea deve oggi dar prova di un coraggio e un’immaginazione politica senza precedenti nella sua storia. L’Europa può farlo, l’Europa deve farlo. Lo deve tanto ai bosniaci quanto a se stessa. Perché ciò è condizione della sua rinascita.L’Europa, infatti, muore o rinasce a Sarajevo.” Tuzla, maggio 1995 25.6.1995, La terra vista dalla luna. Alex Langer cittadino onorario di Sarajevo.

